Signora con levriero di Cannicci


Ha interrotto la scrittura di una lettera, tiene ancora in mano il pennino, per coccolare il suo fedele compagno. Una giovane siede di profilo in un interno borghese. L’abito bianco, sofisticato e impreziosito da pizzi, ha maniche rifinite con delicate trine. I capelli scuri sono raccolti in un’acconciatura composta. Accucciato, un bel levriero dal manto bianco e nero si allunga appoggiandosi contro il suo fianco, per assecondare una carezza.

L’intensa carta da parati di colore blu zaffiro, decorata con un motivo a stelle dorate, ben si abbina alla consolle sormontata da uno specchio con cornice dorata intagliata per definire lo status della giovane. La luce illumina la scena mettendo in risalto la trasparenza dei tessuti leggeri del vestito.

Un momento privato di vita quotidiana all’interno di una dimora signorile dell’epoca ritratto da Niccolò Cannicci, pittore di formazione accademica con sensibilità macchiaiola, il quale seppe rivolge il suo sguardo acuto verso la realtà del proprio tempo.

Niccolò Cannicci, (Firenze, 29 ottobre 1846 – Firenze, 19 gennaio 1906), Signora con levriero, 1874, Istituto Matteucci, Viareggio


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