La nascita di Venere di Cabanel


Venere, nata dalla schiuma del mare, sdraiata placidamente si risveglia sul profilo azzurro delle onde, attorniata da cinque amorini svolazzanti e festanti.
Alexander Cabanel, pittore accademico, direttore del Salon e famoso per la sua pittura pompier, qui crea uno dei suoi quadri più famosi.
L’artista non era né il primo né sarebbe stato l’ultimo che nei secoli aveva affrontato il tema erotico sotto il velo del soggetto mitologico per evitare di dare scandalo, anzi fruttando il suo talento per diventare famoso.
Il pittore riflette sugli esempi di J. A. D. Ingrès e sulla pittura del XVIII secolo per giungere a una versione laccata e licenziosa.
La “Nascita di Venere” fu uno dei grandi successi del Salon del 1863 tale che l’imperatore Napoleone III lo acquistò per la sua collezione personale.
Emile Zola fu uno dei pochi che sottolinea la licenziosità del dipinto: definisce Venere una cortigiana dalla carnagione lattea come la “pasta di mandorle bianca e rosa”.

Alexandre Cabanel (Montpellier, 28 settembre 1823 – Parigi, 23 gennaio 1889), Nascita di Venere, 1863, Parigi, Musée d’Orsay


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