Alla metà del secolo, il pittore napoletano Domenico Morelli aveva letto il famoso romanzo dell’irlandese Thomas Moore “L’amore per gli angeli”, in una traduzione italiana suggerita da alcuni amici. Sull’onda della suggestione del poema, interpreta l’esilio degli angeli sulla terra in termini simbolisti.
Morelli, con maestria, crea una scena paesaggistica idilliaca, morbida di luce, con fragranti tratteggi del prato. Le figure estatiche e bionde, cadute dal Paradiso, rimangono disorientate e guardano all’insù, dispiegando le ali candide tra ghirlande di brillanti fiori azzurri.
Nell’ampio cielo, nel tramonto lontano, si libra il volo malinconico dei compagni ancora nella Grazia.
Domenico Morelli (Napoli, 7 luglio 1823 – 13 agosto 1901), L’amore degli Angeli, 1892, Bottega antica, Milano
