Marmi a Carrara Marina di Cabianca


A Marina di Carrara i grandi blocchi di marmo bianco, appena giunti dalle montagne, attendono di essere imbarcati. La spiaggia occupa la parte bassa della tela. Le tracce dei carri hanno lasciato solchi lenti.
Due cavatori conversano camminando scalzi sulla sabbia. Uno porta un ampio cappello di paglia, l’altro un berretto rosso.

Oltre il blocco di marmo centrale, una donna di spalle con abiti tradizionali saluta la barca appena approdata.
Il cielo occupa l’altra metà della tela, con l’orizzonte segnato dalla densa linea blu del mare.
La luce zenitale, calda e accecante, è quella tipica di una giornata estiva sulle coste toscane e il formato orizzontale di respiro panoramico accentua il senso di vastità e di silenzio della scena.
L’accostamento violento tra il bianco abbagliante e l’azzurro saturo è il più eloquente manifesto della poetica dei Macchiaioli.

Vincenzo Cabianca (Verona, 20 giugno 1827 – Roma, 22 marzo 1902), Marmi a Carrara Marina, 36×89 cm, 1861, coll. priv.


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