Ultima cena di Giotto


Gesù … disse: “In verità, in verità vi dico: uno di voi mi tradirà” (Giovanni, 13, 21-26).

Lo sgomento si sparge negli occhi increduli dei discepoli. Giovanni rifiuta l’orrore del tradimento e si rifugia nell’abbraccio al petto di Cristo, nell’attesa della rivelazione. La stanza offre la visione dell’interno, con punto di vista laterale e leggermente rialzato, con la tavola orizzontale e una disposizione molto equilibrata dei personaggi.

Gli apostoli, dalle vesti colorate e ombreggiate in modo plastico, si interrogano, voltando le teste a destra e a sinistra, su chi sia il traditore.

Il profilo di Cristo è impassibile, incorniciato dall’aureola raggiata e preziosa.

Allora disse: “È colui per il quale intingerò un boccone e glielo darò”». E prosegue nell’azione. A sinistra, Giuda, vestito di giallo, protende la mano verso il piatto.

Giotto, magistrale regista, crea emozioni vere e inventa spazi illusori e reali, adottando la sequenza degli eventi dell’Ultima Cena tratta dall’iconografia bizantina.

Giotto, Ultima Cena, affresco (200×185 cm), 1303-1305, Cappella degli Scrovegni, Padova


Scopri di più da Valentina Casarotto

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere