Anna Boleyn alla Torre di Londra di Cibot


La sentenza è definitiva, c’è spazio solo per la rassegnazione e il conforto del libro di preghiere. Anna Boleyn, seconda moglie di Enrico VIII, viene immaginata nei suoi ultimi giorni di prigionia nella Torre di Londra, poco prima dell’esecuzione avvenuta nel 1536. Accasciata a terra, sfinita, la regina è appoggiata alle ginocchia di una dama di compagnia. Il suo rango risalta dall’abito di seta grigio-lilla dai riflessi metallici e dai presiozi dettagli delle maniche e della cuffia rossa bordata d’oro.
Sullo sfondo, la dama di compagnia, vestita di nero, piange sommessamente, coprendosi il volto con un fazzoletto bianco.
La luce inquadra la regina, mentre lo spazio claustrofobico è definito dai pesanti tendaggi scuri, accentuando la drammaticità del racconto.

Édouard Cibot, pittore romantico e accademico francese, inscena in modo teatrale un episodio storico, esibendo una ricchezza di particolari nello stile “Troubadour”, stile in cui eccelleva e che riscuoteva molto successo alla metà dell’Ottocento.

Édouard Cibot (Parigi, 11 febbraio 1799 – Parigi, 10 gennaio 1877), Anna Boleyn alla Torre di Londra, 1835, Musée Rolin


Scopri di più da Valentina Casarotto

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