Giustizia e Pace di Giaquinto


Contro un cielo dorato attraversato da nubi, si stagliano due figure muliebri monumentali. A sinistra la Giustizia indossa una corona e abiti giallo verde. Tiene in mano un corto pugnale mentre con animo sereno guarda la Pace, seduta su una cornucopia, avvolta in morbide vesti rosa e bianche, la quale tiene un ramoscello d’ulivo.
Dall’alto, immersa nella luce divina, la colomba dello Spirito Santo benedice l’unione delle due virtù, come interdipendenti per la prosperità di un regno.
In basso un leone e un agnello riposano insieme, simbolo biblico della forza e della mitezza che coesistono senza prevaricazione.
Una compagnia festante di putti contorna la scena, portando fasci di grano simbolo d’abbondanza, giocando tra le nuvole, e creando un’atmosfera di festa e prosperità.
La Pace e la Giustizia si ergono vittoriose sulla Guerra, in basso a sinistra, rappresentata da una figura atterrata, più scura e sconfitta dai putti.
L’opera, realizzata alla metà del settecento, è un allegoria delle virtù esercitate durante il regno di re Ferdinando VI di Spagna.

Corrado Giaquinto pittore cortigiano tra Napoli e Torino, Roma e Madrid, ricevette importanti incarichi per cicli decorativi, che realizzò con composizioni ariose di calibrato gusto coloristico.

Corrado Giaquinto (Molfetta, 8 febbraio 1703 – Napoli, 18 aprile 1765), “Giustizia e Pace”, 1750 c., olio su tela, 216 x 325 cm, Museo del Prado, Madrid


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