Nel cielo scuro e nuvoloso sfila la Stella di Betlemme e con un suo raggio di luce indica il cammino.
La Vergine Maria, dal viso sereno e luminoso, è abbigliata con un vestito da popolana, grigio con un mantello blu scuro gettato in grembo. Seduta, sorregge con delicatezza il Bambino. Dietro, nell’ombra, si scorge la figura di
San Giuseppe, anziano e pensieroso.
Il corteo dei magi è al centro della scena.
Il magio più anziano, inginocchiato, sta baciando con devozione il piedino di Gesù Bambino. Il magio più giovane, al centro, porta la corona in capo e la mano appoggiata al petto. La loro regalità è evidente nel sontuoso mantello dorato, nel colletto candido sulla tunica blu e nei profili oro del farsetto.
Il terzo magio, il Moro, scomparso nell’ombra profonda, patisce il danno provocato dall’incendio della cattedrale del 1964.
Realizzata da Artemisia Gentileschi durante il soggiorno napoletano, la pala è parte di un trittico per la Cattedrale di Pozzuoli. Il ciclo fu commissionato dal Vescovo spagnolo Martìn de Lèon y Cardenas come ex voto per l’eruzione del Vesuvio del 1631, che risparmiò la città.
Artista affermata e matura, Artemisia Gentileschi crea un’opera con un forte contrasto tra luci e ombre di matrice caravaggesca, ed esalta la preziosità del metallo sbalzato dei cofanetti, la levigatezza del velluto e della seta delle vesti.
Artemisia Gentileschi, Adorazione dei magi, 1635-1637, olio su tela, Duomo di Pozzuoli (NA).

