All’interno della varia produzione di Antonio Canova, massimo scultore neoclassico, possiamo rintracciare la raffigurazione dell’allegoria della Speranza in due opere, entrambe legate alla famiglia dei Rezzonico.
Il principe di Roma Abbondio Rezzonico, nipote di Papa Clemente XIII, era mecenate e amico dal giovane Canova e, in virtù di questo rapporto privilegiato, aveva acquistato una serie di bassorilievi per esporli nella villa che possedeva a Bassano del Grappa.
I temi che compongono il ciclo dei bassorilievi comprendono le storie dell’Iliade e dell’Odissea, alcune scene bibliche e tre bassorilievi allegorici (Speranza, Carità e Giustizia), che sono le prime opere realizzate di questa serie.
Se il bassorilievo in gesso della Giustizia è un’opera originale, mai realizzata in marmo, i calchi in gesso delle due virtù, Speranza e Carità, derivano dalle figure già scolpite in marmo sulla fronte del sarcofago del monumento a Clemente XIII, datato nel decennio 1783-1792.
Il bassorilievo della Speranza rappresenta una donna matura seduta, che ricorda le caratteristiche declinate nell’Iconologia del Ripa: “con un arboscello fiorito in capo, la veste sarà tutta piena di varie piante, e nella sinistra terrà un’ancora. Due sono le qualità del bene, che si può desiderare, una è l’onestà, l’altra l’utilità, quella si accenna con la pianta fiorita, che sono gli ornamenti d’onore; l’altro con l’ancora che aiuta nei pericoli maggiori della fortuna.”
La presenza dell’ancora come attributo trova riferimenti nella Lettera di San Paolo apostolo agli ebrei (n. 6), in cui la Speranza è paragonata a un’ancora sicura e salda per la vita del fedele. Con lo stesso significato l’ancora era dipinta in epoca paleocristiana nelle catacombe, associata al suo ruolo di mantenere salda la rotta durante le tempeste in mare. Il bassorilievo milanese della Speranza di Canova, datato alla fine del Settecento, segue ancora le indicazioni dell’Iconologia del Ripa, uno dei fulgidi esempi del suo impiego, prima che il manuale patisca il suo lento oblio.
Nel corso dell’Ottocento la collezione di bassorilievi Rezzonico passa prima nelle proprietà dell’erudito e bibliofilo Antonio Piazza, poi nelle collezioni dei conti di San Bonifacio e ora questi celebri gessi sono esposti alle Gallerie d’Italia di Piazza Scala a Milano.
Si può leggere l’intero articolo dedicato alla figura allegorica della Speranza al link “Le metamorfosi della Speranza, dal Sacro al profano”
Antonio Canova (Possagno, 1 novembre 1757 – Venezia, 13 ottobre 1822), La Speranza, 1792, gesso, 123 x 132 cm, Collezione Fondazione Cariplo Gallerie d’Italia – Milano – Crediti: Fondazione Cariplo / Foto Paolo Vandrasch, Milano

