Tra i gigli di Anna Klumpke


Tra gli azzurri, i blu e i verdi, si scolorano il bosco, il laghetto e la notte, magica e chiara. Immersa tra i gigli bianchi, fieri e impettiti a raccogliere la luce della luna nascosta, una fanciulla, calma e con l’espressione sognante, ci guarda.
Un alone di luce le fa da corona, come una fata o una moderna ninfa lacustre.

La pittrice americana Anna Elisabeth Klumpke ebbe un’infanzia agiata ma funestata da una brutta caduta in tenera età, che la rese claudicante a vita. 

Con la speranza di trovare una cura, la madre la condusse in l’Europa, ma invano. A vent’anni si traferì a Parigi, dove frequentò l’Académie Julian e partecipò con un buon successo alle esposizioni dei Salon. Qui conobbe Rosa Bonheur, la famosa pittrice di animali e nonostante la vistosa differenza d’età, visse con lei per vent’anni nel castello di By. Alla morte dell’amata compagna, Anne divenne sua erede universale e tutrice della memoria dell’artista, del Castello e delle collezioni. Pubblicò la biografia “Rosa Bonheur, sa vie son œuvre”. 

Diversamente dall’originalità di Rosa, Anne fu una pittrice di genere, che dipinse soggetti domestici venati di una sottile malinconia.

Anna Elisabeth Klumpke (San Francisco, 28 ottobre 1856 – 9 febbraio 1942), Tra i gigli, 1909, Fine Arts Museums of San Francisco


Scopri di più da Valentina Casarotto

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere