Ottobre di Benedetto Antelami


Le giornate diventano più brevi e fresche, ma regalano colori straordinari, nei tramonti lunghi e nell’orizzonte variopinto delle chiome degli alberi. Benedetto Antelami rappresenta Ottobre come un uomo maturo, dalla barba ben tenuta che s’incammina per le proprie tenute.

Ha raccolto il mantello sul braccio sinistro a formare una sacca, ove tenere le sementi per spargerle sul terreno con un gesto arcaico, ampio di speranza e elegante come una danza ancestrale.

La sobria veste si completa con le scarpe chiuse, che annunciano la stagione che incupisce. Sullo sfondo, scarno, si staglia una quercia, simbolo del buon cristiano saldo nella fede. Ma il pensiero va anche alle ghiande, che ingrassano i maiali, “principi della tavola”, che rendono prospero l’inverno dei contadini.

Un proverbio emiliano cita “Per San Francesco (4 ottobre) la noce nel cesto”.

Il ciclo dei Mesi e delle Stagioni, scolpito da Benedetto Antelami verso il primo quarto del Duecento e oggi collocato nel Battistero di Parma, rappresenta in chiave salvifica e simbolica il mondo del lavoro medievale legato al trascorrere delle stagioni e all’influsso degli astri.
Esplicita il legame indissolubile tra il tempo dell’uomo, il tempo cosmico e il tempo di Dio.

Benedetto Antelami (1150 ca./ 1230 ca.), Ottobre, sec. XIII, marmo, Battistero, Parma


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