Nel 1927, la Ford Motor Company commissionò all’artista Charles Sheeler delle fotografie del suo nuovo stabilimento industriale a Detroit. L’obiettivo era celebrare l’impianto di River Rouge come un esempio all’avanguardia e un “gioiello ingegneristico”. Situato a sud-ovest di Detroit, lo stabilimento incarnava l’innovazione industriale: la meccanizzazione di ogni processo era supportata da chilometri di canali, binari e nastri trasportatori che collegavano i vari reparti produttivi dell’azienda, ottimizzando tempi e massimizzando la produzione.
Sheeler si ispirò a una di queste fotografie per la creazione del suo dipinto “American Landscape”, realizzato secondo i canoni stilistici del “Precisionismo”, un movimento artistico nato negli Stati Uniti dopo la Prima Guerra Mondiale. Questo stile, con l’uso di linee definite che tracciano forme geometriche regolari e semplici, abbinate a una stesura compatta e “meccanica” di colori chiari, monumentalizza il nuovo paesaggio industriale. L’opera è pervasa da un silenzio irreale per un ambiente industriale, conferendo al luogo una nuova dimensione quasi sacrale. L’assenza dell’uomo, o la sua minuta presenza come in questo caso, ribadisce la superiorità del progresso.
L’orgoglio per la “Wilderness” tipico dell’Ottocento americano, nel Novecento fu sostituito dall’esaltazione dello sviluppo industriale. Silos, binari e ciminiere divennero i nuovi elementi del paesaggio americano, soppiantando le sequoie secolari, i laghi infiniti e le cascate impetuose. Anche gli elementi naturali qui appaiono imbrigliati nel meccanismo del progresso: il fumo delle ciminiere stria il cielo e l’acqua è canalizzata per usi industriali.
Se oggi il dipinto può essere letto come una riflessione ambientalista, all’epoca era inteso come un inno al nuovo sogno industriale americano.
Charles Sheeler (Filadelfia, 6 luglio 1883 – Dobbs Ferry, 7 maggio 1965), Paesaggio americano, 1930, MOMA NY
