E’ solo dal gennaio 2024 che è stata svelata la vera data di nascita dell’artista. La compianta storica dell’arte Gioia Mori, prima di lasciarci, finalmente ha mostrato al mondo l’ultimo inganno della “Diva d’acciaio”.
«Lo stile […] miscelava in modo spregiudicato vecchio e nuovo, accademia e avanguardia, interpretava le sensuali odalische di Ingres su sfondi di città futuriste; scompaginava l’immagine in fotogrammi verticali percorsi da fasci di
lame metalliche. Una maniera che seduceva, al pari dell’artista. […] Nei suoi dipinti l’arte di Tamara risulta totalmente originale. Un suo quadro è riconoscibile immediatamente, spicca tra centinaia, coglie sul vivo l’attenzione dello spettatore. Lo stile era la sua ossessione.
[Affermava fiera]: “Desidero che anche tra qualche decennio, quando questa
moda sarà inevitabilmente superata, perfino il passante più distratto, guardando un mio dipinto, riconosca un’opera di Tamara de Lempicka. Cerco di vivere e creare in modo tale da imprimere sia alla mia vita sia alle mie opere il marchio dei tempi moderni.”»
Vi lascio scoprire gli altri segreti, le avventure e la storia delle opere di Tamara de Lempicka con la lettura del romanzo storico “Diva d’acciaio. Il caso Tamara de Lempicka”, Gaspari editore.
Tamara de Lempicka (nata Gurwik-Gòrska 16 giugno 1894-18 marzo 1980), Ritratto di Marjorie Ferry, 1932; Tamara de Lempicka in una foto di Madame d’Ora con un vestito di Marcel Rochas.
