Immacolata concezione di Sassoferrato


Tu sei rosa, giglio e fiore,
che per tutto spargi odore.
Non hai macchia, né difetto.
Tutt’amabile sei Tu.

(S. Alfonso, “Della bellezza di Maria”, 1737)

Nuvole di zucchero filato sorreggono paffuti putti alati. Di cristallina bellezza, la Madonna si erge in un fulgido candore. Le vesti azzurre e rosse panneggiano con grazia la figura maestosa.

Mani giunte, occhi oranti, incarnato eburneo. Capelli di miele incorniciano il volto.

Pittore marchigiano figlio d’arte, Giovanni Battista Salvi si forma nella bottega del pittore bolognese Domenichino. Verso la metà del secolo si trasferisce a Roma e intensifica la sua adesione al classicismo raffaellesco e alla grazia del Perugino. Si specializza nella ritrattistica e nella produzione di opere devozionali, molto apprezzate dai raffinati committenti della curia romana. In vita ha vestito l’abito dei Terziari francescani, conducendo una vita morigerata nonostante la fama raggiunta.

Giovanni Battista Salvi da Sassoferrato (1609–1685), Immacolata concezione, Museo del Louvre, Parigi


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