Autoritratto di Marianne von Werefkin


Marianne von Werefkin è stata una pittrice russa di rilievo. Nata in una famiglia agiata della Russia zarista, eredita la passione per l’arte e la pittura da sua madre. Diventa una pittrice realista ed “errante”, sempre alla ricerca del soggetto da ritrarre. Un incidente di caccia alla mano le impedisce di proseguire con questa produzione, ma le dà la forza di osare e di tentare nuove strade accogliendo la sfida della pittura delle avanguardie.

Incontra Alexej von Jawlensky, un ufficiale dell’esercito russo che voleva abbandonare la carriera militare per diventare pittore. Marianne diventa la sua sostenitrice, inebriata dal ruolo di pigmalione, confondendo i ruoli di amante e mecenate. L’uomo approfittò per adagiarsi nella facile posa del pittore d’avanguardia. SI trasferiscono a Monaco di Baviera e Marianne entra in contatto con le istanze dell’espressionismo tedesco e lo stile di Munch.

Nel 1911 fu co-fondatrice con Vasilij Kandinskij, Franz Marc e Gabriele Münter del gruppo Der Blaue Reiter, anche se non vide mai riconosciuto il suo fondamentale contributo al movimento.
Nel frattempo la lunga relazione con Jawlensky si era logorata. Lei aveva sopportato per anni inganni e tradimenti, ma aveva sempre sostenuto, anche economicamente, la sua carriera. La relazione tra i due artisti finisce con il matrimonio di Jawlensky con la cameriera di Marianne nel 1922.

«Gli ho mostrato il mistero dell’arte, ma non notava nulla. Non era colpa sua, ognuno dà quel che può… Prese quello che poteva prendere, ed era riconoscente, come poteva…».

La coscienza del proprio valore, umano e artistico, giunse dopo la fine della relazione:

«Sono più che mai un’artista. La mia arte, che avevo deposto per amore e rispetto, ritorna a me più grande che mai».

Marianne von Werefkin (Tula, 10 settembre 1860 – Ascona, 6 febbraio 1938), Autoritratto, ca. 1910, Städtische Galerie im Lenbachhaus, Monaco di Baviera


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