Nell’Ottocento la critica, pur apprezzando le doti e il talento delle donne, esortava le artiste ad applicarsi esclusivamente ai temi dolci e gentili, alle scene di vita domestica, lasciando i temi storici ai pittori.
La strada dell’emancipazione era ancora lunga, ma non scoraggiava pittrici determinate come Elisabeth Henriette Marthe Lorimier (Parigi, 7 agosto 1775 – 1º aprile 1854). In questo autoritratto, la pittrice indossa un abito in velluto terra di Siena, impreziosito da un collo importante in pizzo, cinturino in vita con fibbie all’antica, polsini ricamati. La sedia, decorata con protomi leonine e drappo sullo schienale, dimostra lo status sociale elevato della pittrice.
Henriette si mostra orgogliosa del proprio ruolo, con a lato un dipinto sul cavalletto e in mano tiene la tavolozza con il pennello, simbolo della propria affermazione professionale.

Come ritrattista alle soglie dell’Ottocento, ottenne il favore della corte napoleonica, dato che le sue opere furono acquistate da Caroline Murat e dall’imperatrice Giuseppina, facendole acquisire una certa fama.
Sul versante privato, Henriette fu legata, senza mai sposarsi, allo scrittore e diplomatico François Pouqueville. Nel loro salotto erano di casa numerose personalità influenti del tempo, tra Impero e Restaurazione, come i letterati Chateaubriand e Alexandre Dumas e il pittore Jean-Auguste-Dominique Ingres.
Elisabeth Henriette Marthe Lorimier (Parigi, 7 agosto 1775 – 1º aprile 1854), Autoritratto, 1804-06, Musée Magnin
