Il pittore Federico Zandomeneghi (1841-1917) ha dedicato molte attenzioni alla donna che legge, cogliendo in tutti l’aspetto magico e riservato di uno dei momenti di svago preferiti del suo tempo.
Veneziano di nascita e di colore, passa dalla tradizione di famiglia, la scultura, alla pittura, scegliendo di dipingere come i macchiaioli toscani, entrando nel circolo di Diego Martelli. Segue Garibaldi e la neonata nazione italiana con una partecipazione in prima persona.
Il successivo trasferimento a Parigi nel 1874 e la sua amicizia con il circolo degli impressionisti – in particolare con Degas, con cui condivide la passione per il pastello e i titoli di alcune opere – gli permette di cogliere il senso della modernità e dell’emancipazione della donna in tele dalle trame fitte di vibrante stesura, che giocano con i colori della sua terra e della tradizione rinascimentale.
Superbe sono le sue interpretazioni delle donne che leggono… che come si sa, sono sempre pericolose!
