Boldini furoreggiava durante la Belle Époque. Parigi era il centro del bel mondo e il ferrarese ha ritrattato tutto quel mondo cosmopolita. Il suo stile ha codificato un ideale di bellezza e per assomigliare a quel canone laccato, algido e glamour molte donne s’imponevano cure dimagranti ai limiti della tortura.
I volti sono volitivi e perfetti, lo spazio circostante a monocromo è solo abbozzato con linee dinamiche, per lasciare che tutta l’attenzione si concentri sul soggetto, con la sensazione che l’opera immortali un ralenti di pose mai concluse.
Boldini aveva conquistato l’America e l’Europa con la sua formula stilistica dinamica, che raffigurava una donna elegantissima, irrequieta e eccentrica, raffinata e lievemente malinconica. L’instabilità della composizione rifletteva l’ondeggiare fluido di un ego in eterno dilemma tra perfezione, estasi e mondanità.
Giovanni Boldini (Ferrara 31 dicembre 1842 – Parigi, 11 gennaio 1931), Ritratto di Olivia de Subercaseaux Concha, 1916, GAMC, Ferrara; Ritratto di signora in bianco, 1889; La marchesa Luisa Casati con un levriero, 1908, olio su tela, Coll. Priv.
