La mosca cieca di Noè Bordignon


La campagna romana si allarga all’orizzonte, frutto dei ricordi di un viaggio giovanile dell’artista. A sinistra una collina proietta un’ombra sui gruppetti più statici, e sulla figura matura che osserva la scena. Come in un bassorilievo, sul primo piano si concentra il gruppo dei bambini che gioca a mosca cieca. 

Le camicie bianche scolpiscono la luce; gonne lunghe, pantaloni e scialli scuri si scalano tra blu ottanio e beige luminoso. 

Il classicismo e la maniera del bravo pittore qui trovano la felice vena narrativa della cronaca domestica, del fatterello insignificante che però fa sorridere l’anima.

Noè Bordignon è stato un pittore tra Ottocento e Novecento, che nel suo percorso è passato dal realismo delle scene contadine venete al lirismo etereo del simbolismo europeo, conservando intatta una vena poetica brillante ed elegante. 

Noè Raimondo Bordignon (Salvarosa, 3 settembre 1841 – San Zenone degli Ezzelini, 7 dicembre 1920), Mosca cieca nella campagna romana, 1873-78, Gallerie dell’Accademia, Venezia


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