Una strada assolata, che si allarga a raccogliere tutta la luce del momento. I ciottoli, i pilastrini, i muri delle case sono tutti specchi in cui il bianco assoluto del sole si modula e palpita in ombre miti. L’umanità vi scorre, come la vita, varia e spedita.
Una mamma tiene per mano una bambina, un crocchio di uomini d’affari a lato della bottega, una portatrice di fascine e un uomo con il carretto di spalle al centro, alcuni perdigiorno sfaccendati sul muretto a lato.
Solitario un lampione pende sul cielo denso come l’ardesia.
Le pause di spazio tra i personaggi che punteggiano la scena e la perfetta inquadratura decentrata per dare più respiro all’inquadratura ricordano e ripensano in chiave moderna i pittori del Quattrocento fiorentino.
Telemaco Signorini, anima dei Macchiaioli, trascorse qualche tempo a Ravenna nel 1875. Ritrasse più volte la città, con gusto didascalico, poetico e narrativo.
Telemaco Signorini (Firenze, 18 agosto 1835 – 10 febbraio 1901), Il sobborgo di Porta Adriana a Ravenna, 1875, GNAM Roma
