Il selciato del campo è quadrettato a spatolate. Edera e rampicanti vari cingono il portico come una cortina discreta e verdeggiante. Le gerle di frutta e verdura multicolori – in primo piano troneggiano le patate, cavoli, frutti rossi e sullo sfondo gli asparagi bianchi – attirano i passanti. Appese alla trave, le spazzole di varie forme fanno compagnia a un malinconico uccellino dentro alla gabbia di legno e alle collane di cipolle dorate.
Due eleganti figure, una domestica in azzurro e una signora in nero con una bambina tutta balze bianche e calzette scure a strisce, sono in attesa del proprio turno. Due chiacchiere sul limitare del Rio intrattengono due uomini e un ragazzo. Una gondola si allontana pigra mentre una grande vela dai toni arancio fa da quinta teatrale alla scena di fresca vena popolaresca.
Pittore trevigiano, residente a Venezia, Camillo Bortoluzzi “fece i suoi studi e dove già si è guadagnato un bel posto fra i giovani artisti di quella città”. Divise la sua produzione tra vivaci vedute veneziane e bei paesaggi montani.
Millo Bortoluzzi (Treviso, 31 luglio 1868 – Dolo, 10 febbraio 1933), Mercato a Venezia, 1894, Dorotheum
