Primavera di Francesco Gioli


E’ una primavera che allarga l’orizzonte sui prati toscani, ricchi di fiori selvatici. Il  gregge punteggia di candido i pascoli d’intorno. Ondeggiano al vento le margherite, belle come le fantasticherie della gioventù.

L’attenzione al paesaggio, e ai fugaci momenti quotidiani, come le chiacchiere delle contadinelle sdraiate al sole, s’innestano sul solco della tradizione macchiaiola, che Francesco Gioli ha appreso direttamente dal maestro Giovanni Fattori.

Eppure i tocchi di pennello veloci che solcano la superfice della tela sono una  novità che l’artista ha visto usare agli impressionisti, durante il suo viaggio a Parigi di qualche anno prima.

Gioli conservava quasi immutabile quella visione serena della natura resa con schiettezza e semplicità, con amore ed affetto. (Emporium, 1922)

Francesco Gioli, (San Frediano a Settimo, Pisa 1846 – Firenze 1922), Primavera, 1879, Fondazione CR Firenze.


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