“Non c’è niente di più forte della natura.
Con la natura di fronte a noi possiamo fare tutto bene.”

Talento precoce, Joaquín Sorolla y Bastida (Valencia, 27 febbraio 1863 – Cercedilla, 10 agosto 1923), grazie a una borsa di studio soggiorna a Roma e si forma guardando l’arte del Rinascimento.
Nel 1885 a Parigi entra in contatto con gli impressionisti, e poi, ritornato in patria, si stabilisce a Madrid, città che offriva maggiori opportunità ad un giovane pittore che ambiva ad affermarsi oltre i limiti della provincia.

In questo periodo ritrae la vita quotidiana dei contadini e pescatori, nelle strade e nei mercati, documentando la miseria e la dura vita del popolo, con una pittura sontuosa nei colori e palpitante di umanità.
Questi dipinti a sfondo sociale ottengono molti riconoscimenti nelle Esposizioni Internazionali di Venezia, Monaco e Berlino, facendogli guadagnare una fama ben meritata.

Agli inizi del ‘900 Sorolla cambia soggetti, dedicandosi ai paesaggi e alle scene di vita moderna: Maria ritratta di spalle che ammira i pesci che guizzano nell’acqua increspata della fontana, ci racconta il tempo dei pensieri all’aria aperta, gli attimi privati in cui ascoltiamo la natura e la bellezza intorno a noi.

Ritrae le passeggiate in compagnia delle amiche, gli svaghi sulla spiaggia e i giochi spensierati dei bambini. Nei quadri di marine, all’orizzonte si profilano sempre vele gonfie di luce e di sole.

Diviene famoso per le sue tele intrise di bianchi abbaglianti, di una luce creata con pennellate sicure e dinamiche, frutto di un’interpretazione personale dell’impressionismo francese.

Ottenuti grandi riconoscimenti in tutta Europa, soggiorna in America per un breve periodo e conquista il pubblico d’oltreoceano, tanto da ritrarre anche il presidente Taft.

Qui riceve l’incarico di dipingere quattordici giganteschi murales nella Hispanic Society of America di New York, con la raffigurazione delle varie regioni della Spagna.

Artista infaticabile e prolifico, il catalogo di Joaquín Sorolla y Bastida conta più di duemila opere, in cui il colore canta al sole e al vento la bellezza della vita.

