Le trecce di Faustina.


Acconciature, donne e potere nel Rinascimento.

Le Gallerie d’Italia di Vicenza, a Palazzo Leoni Montanari ospitano una mostra elegante nell’allestimento e intrigante per il tema, insolito e originale, che indaga il ruolo delle acconciature femminili (ma non solo) nella comunicazione e nei codici socio culturali del Rinascimento.

Giovanni Bellini (Venezia, 1430 circa-1516), Sacra Conversazione Renier (Madonna con il Bambino tra le sante Caterina d’Alessandria [?] e Maddalena), (particolare), 1488 circa, Venezia, Gallerie dell’Accademia ©G.A.VE – Archivio fotografico – “su concessione del Ministero della Cultura”

Il percorso, a cura di Howard Burns, Vincenzo Farinella e Mauro Mussolin, con circa 70 opere provenienti da importanti musei nazionali e internazionali, ricostruisce la moda delle capigliature del Quattro e Cinquecento, attraverso un dialogo serrato tra busti romani e rinascimentali, dipinti e sculture, monete antiche e medaglie moderne, disegni e libri antichi.
Il titolo richiama una delle acconciature più spettacolari e famose della storia. L’imperatrice Faustina Maggiore, moglie di Antonino Pio, donna d’intelletto e potere, riconoscibile per la sua acconciatura, è divenuta nei secoli simbolo delle più alte virtù muliebri.

Le trecce di Faustina. Acconciature, donne e potere nel Rinascimento, Allestimento | Foto: © Marco Zorzanello

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