La bella mostra allestita a Palazzo Roverella di Rovigo celebra con un percorso ambizioso ed esaustivo uno degli artisti più amati dal grande pubblico e favorito dalla critica. Un’esposizione che con un’ottantina di opere provenienti da molti musei illustri racconta l’ascesa e l’affermazione del padre dell’astrattismo: Vasilij Kandinskij (Mosca, 1866- Neuilly-sur-Seine, Parigi, 1944).
Un percorso umano e artistico non inteso come rivoluzione violenta ma piuttosto come la trasformazione di un uomo che all’età trent’anni, sposato e con una carriera accademica di giurista decide di lasciare il suo comodo impiego e il suo paese natio per ascoltare la voce interiore dell’arte che aveva coltivato da dilettante fin dall’infanzia.
Nella sua formazione la tradizione antica, le fiabe e il folklore russo sono stati elementi fondamentali e sono aspetti essenziali da conoscere per capire il suo percorso creativo, filosofico e spirituale. E l’esposizione rodigina si presenta come una buona monografia in cui sono evidenziati gli snodi fondamentali di questo percorso.
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