I Macchiaioli


Con una importante mostra Palazzo Zabarella a Padova celebra il movimento della Macchia, che nacque a Firenze alla metà dell’Ottocento. In quegli anni un gruppo di artisti, riuniti attorno ai tavolini del Caffè Michelangelo, s’impegnarono in una discussione stilistica e teorica sul concetto di modernità. Ardimentosi e volitivi, questi giovani accompagnarono all’impegno artistico la convinta adesione alla causa risorgimentale, combattendo in prima persona per la realizzazione dell’Unità d’Italia.

“Che cos’era la macchia?  Era la solidità dei corpi di fronte alla luce” 

scrive  Giovanni Fattori, il principale esponente del movimento dei Macchiaioli, all’amico Gustavo Uzielli, suo sostenitore e collezionista. L’istanza di modernità che i Macchiaioli contrapponevano alla tradizionale pittura accademica passava per un rinnovamento sentito necessario sul versante tecnico – la macchia opposta alla pittura accademica – e sul versante della scelta dei soggetti dipinti, ai quali veniva data la responsabilità di tramandare la memoria del loro tempo. Con grande lucidità, scriveva sempre Giovanni Fattori: 

”Il verismo porta lo studio accurato della società presente, il verismo mostra le piaghe di cui è afflitta, il verismo manderà alla posterità i nostri costumi, le nostre abitudini“.

Prosegui la lettura al link Arte e dintorni: ancora qualche giorno per visitare la mostra sui macchiaioli a Padova


Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Scopri di più da Valentina Casarotto

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere