“Andrea Palladio. Il mistero del volto”


In una civiltà iconica come la nostra è stato certamente un destino beffardo quello riservato al volto di Andrea Palladio.
Dell’architetto che ha colonizzato il mondo con il suo stile sembra che non esista, o non sia sopravvissuto nei secoli, nemmeno un ritratto certo.
Si parte dalla strana scelta di Palladio che nel suo trattato “I Quattro Libri dell’Architettura” del 1570, non consegna la propria effigie alla gloria, in un momento in cui era una nobile consuetudine porre in “medaglia” il ritratto dell’autore nell’antiporta dei propri libri. Quali motivazioni guidarono questo comportamento così atipico? Fu un atto deliberato, consapevole o dettato da cause estemporanee o di forza maggiore? 
Secondo Vasari, all’epoca esistevano almeno due ritratti dell’architetto, a cui si poteva ispirare un incisore per “tradurre” l’effigie di Andrea Palladio e celebrare la sua immagine nel trattato: due opere di mano rispettivamente di Tintoretto e di un pittore veronese, il meno noto Orlando Flacco; di entrambi questi dipinti però si sono perse le tracce nei secoli.
La domanda che si pone questa piccola, rigorosa ed interessante mostra del Palladio Museum, proposta in maniera accattivante a mo’ di crime story: qual è il vero volto di Andrea Palladio?

Quando pensiamo all’architetto vicentino, nella nostra mente affiorano solitamente le due immagini più famose: il cosiddetto “Palladio inglese” e quello “vicentino”.

Il “Palladio inglese” è prodotto, comprensibile, della frustrazione degli anglosassoni che coltivano costantemente il loro amore per un uomo senza volto. Sfoggiando la berretta sui ricci un po’ ribelli, il gilet alla moda settecentesca su un viso paffuto, naso largo e guance glabre, l’immagine dell’uomo che apre la prima traduzione in inglese del trattato (Londra 1715-20) è una splendida invenzione che, per esser credibile, dichiara di esser ispirata a un ritratto di mano di Paolo Veronese, assoluta garanzia che pone l’immagine al di sopra di ogni sospetto per molto tempo.

Di diversa fisionomia è l’immagine del “Palladio vicentino”, stempiato, viso scarno e barbuto, naso greco e in abiti in stile cinquecentesco, che appare poco tempo dopo nella guida al Teatro Olimpico del 1733, simile a questo ritratto a destra. 
È questo il vero ritratto di Palladio? È l’archetipo o una copia di quello con la vero volto dell’architetto? Chi è il proprietario del dipinto e dove è conservato l’originale da cui è tratta l’incisione?
Quelle esposte qui sono solo due delle immagini indiziate chiamate in causa, ma c’è almeno una dozzina di altri dipinti che si sono prestati nei secoli a rivestire il ruolo di “ritratti” dell’architetto. 
E tutti questi dipinti, che dovrebbero tramandarci l’immagine di Palladio, sono autentici o hanno attribuzioni inventate? Il percorso espositivo illustra ognuno di questi ritratti, presentato con la propria storia e il proprio alibi, e per ciascuna delle immagini viene raccontata la genesi della rispettiva credibilità attraverso i secoli.
La mostra articola la risposta a queste domande impostando una vera e propria indagine sul volto di Palladio, attraverso un allestimento basato sulle moderne tecniche forensi, presentando gli indizi e le prove, intrecciando le congiunture storiche e le evidenze documentarie, e traendo le relative possibili conclusioni, caso per caso, ritratto per ritratto. 
E verso la fine del percorso, non poteva mancare il colpo di scena!
Recentemente sono stati esaminati alcuni nuovi dipinti che hanno ulteriormente spostato l’asse delle indagini storiche tra gli Stati Uniti, la Russia, e il Palladio Museum. 
Il pregio più evidente della mostra, oltre a quelli già citati e al rigore che contraddistingue operazioni di ricostruzione storico documentaria come questa, è l’aspetto espositivo godibile e in alcune invenzioni digitali ludico, scelte che rendono accessibile a tutti un percorso che sarebbe stato tortuoso e apprezzato solo da pochissimi specialisti.
In fin dei conti, a tutti piacciono i gialli, a tutti piace scoprire l’intrigo…

L’esposizione allestita a Palazzo Barbaran da Porto, sede del Palladio Museum e curata da Guido Beltramini, tenta di illustrare il problema del volto di Palladio e dimostra che le vicende in realtà sono molto più complesse del previsto. 

Esposizione “Andrea Palladio. Il mistero del volto”

a cura di Guido Beltramini
Vicenza, Palladio Museum, 
3 dicembre 2016 – 18 giugno 2017

Andrea Palladio: il mistero del volto

Svelato il mistero del volto di Andrea Palladio 


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