Mostra “Il figurativo, l’informale nella pittura di Mario Longhi”


L’esposizione di Mario Longhi al Café Restaurant “Dai Nodari” di Vicenza è stata la mia prima occasione di presentare un artista contemporaneo.

Mario Longhi è un artista complesso che ama mettersi in gioco, come si vede dall’ampiezza e differenza dei temi e tecniche usate.
Negli anni Settanta con la tecnica dell’olio, Mario Longhi effettua un attento studio del figurativo, realizzando paesaggi e marine. Negli anni Ottanta approda al “figurativo moderno”, una tecnica mista con collage, oli e acrilici. 


Il colore è sempre il  sontuoso protagonista della sua poetica. In questi dipinti ci mostra paesaggi sconfinati di mondi mai esplorati, una dimensione sospesa tra fiaba e fantascienza.
Con al partecipazione costante ai concorsi  (un elenco interminabile), alla fine degli anni Ottanta e inizio anni Novanta, Mario Longhi ha avuto un deciso apprezzamento della critica, con elogi di Aldo Lucchetti e Piero Franceschetti.
Mario Longhi affida le sue riflessioni sui valori della civiltà, della cultura, sui grandi interrogativi della scienza, dell’astronomia, della genetica e della filosofia, e riattribuisce all’arte il compito della denuncia sociale, come il decisamente ispirato dipinto “Rifiuti” del 1984, malinconico presagio del nostro tempo.
Una giornalista ha definito il suo stile un “astrattismo romantico”. Mi permetto di sostituire l’aggettivo romantico con lirico, poiché se da un lato le opere astratte di Mario Longhi scandagliano dimensioni interiori, dall’altro è certo che l’ispirazione lirica della sua cromia fa sempre breccia nel cuore del riguardante.

Questo testo è stato scelto dal direttore scientifico d.ssa Mattea Micello per la presentazione di Mario Longhi alla International Contemporary Art, a cura del prof. Giorgio Grasso, a Isola Blu di Jesolo, (4 giugno -2 ottobre 2016).

Mario Longhi


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